Misure di protezione nell’ambito della composizione negoziata

Introduzione

Nel contesto economico e giuridico italiano, la gestione della crisi d’impresa ha assunto un ruolo centrale, soprattutto alla luce delle recenti riforme legislative. Uno degli strumenti innovativi introdotti per affrontare la crisi è l’istituto della composizione negoziata. Questo istituto mira a offrire alle imprese in difficoltà la possibilità di negoziare con i creditori e altri stakeholders, con l’obiettivo di prevenire il fallimento e favorire il risanamento. In questo articolo esploreremo cosa sia la composizione negoziata e analizzeremo le misure di protezione previste per salvaguardare l’azienda durante il processo di negoziazione.

Cos’è la composizione negoziata

La composizione negoziata è una procedura introdotta dal Decreto-Legge n. 118/2021, pensata per aiutare le imprese a superare la crisi finanziaria attraverso trattative assistite da un esperto nominato dal tribunale. Questa figura ha il compito di facilitare il dialogo tra il debitore e i creditori, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che permetta all’impresa di proseguire l’attività e risanare la propria situazione economica.

L’innovazione principale della composizione negoziata risiede nel suo approccio preventivo e negoziale, diverso dalle tradizionali procedure concorsuali, che spesso risultano più invasive e meno flessibili. Infatti, la composizione negoziata si attiva prima che l’impresa entri in una fase di insolvenza conclamata, offrendo strumenti e misure per gestire la crisi in modo meno traumatico​ (Diritto giustizia e costituzione)​​ (Diritto della Crisi)​.

Le misure di protezione

Le misure di protezione sono strumenti giuridici volti a salvaguardare il patrimonio dell’impresa durante la fase di negoziazione. La loro funzione principale è impedire ai creditori di intraprendere azioni esecutive o cautelari che possano compromettere il buon esito delle trattative. In altre parole, queste misure creano un ambiente di “tregua” in cui l’impresa può continuare a operare senza l’immediata minaccia di azioni legali da parte dei creditori​ (Notai.it)​​ (Diritto Fallimentare Società)​.

La procedura per richiedere le misure di protezione è avviata con la pubblicazione dell’istanza nel Registro delle Imprese. Da questo momento, i creditori non possono acquisire diritti di prelazione, né iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari, a meno che non siano concordate con il debitore. È importante notare che l’imprenditore deve presentare ricorso in tribunale per la conferma delle misure entro trenta giorni dalla pubblicazione, pena la loro cancellazione​ (Notai.it)​​ (Diritto della Crisi)​.

Il tribunale, entro dieci giorni dalla presentazione del ricorso, deve fissare un’udienza per confermare, modificare o revocare le misure di protezione. La durata standard di queste misure varia da un minimo di 30 a un massimo di 120 giorni, con la possibilità di proroga fino a un massimo di 240 giorni, a seconda delle necessità e delle condizioni specifiche del caso​ (Diritto Fallimentare Società)​.

Le misure di protezione operano automaticamente al momento dell’iscrizione della domanda nel Registro delle Imprese e hanno una durata iniziale di 180 giorni. Tuttavia, la loro efficacia è subordinata alla presentazione del ricorso in tribunale e alla pubblicazione del numero di ruolo del procedimento nel Registro delle Imprese. Il giudice ha la facoltà di stabilire la durata effettiva delle misure, che può essere prorogata o ridotta, oppure revocata se si ritiene che non garantiscano il buon esito delle trattative​ (Notai.it)​​ (Diritto della Crisi)​.

Gli effetti principali delle misure di protezione includono l’inibizione delle azioni esecutive individuali e la sospensione delle azioni cautelari sui beni dell’impresa. Questo significa che i creditori non possono procedere con esecuzioni forzate né adottare misure cautelari senza l’autorizzazione del giudice. Tuttavia, le misure di protezione non impediscono i pagamenti ai creditori se questi sono concordati e coerenti con le finalità della composizione negoziata​ (Diritto Fallimentare Società)​.

Un aspetto cruciale è che queste misure devono essere proporzionate e non devono arrecare un pregiudizio sproporzionato ai creditori. Il giudice, infatti, deve bilanciare gli interessi delle parti coinvolte, tutelando sia i diritti dei creditori che la continuità aziendale del debitore. Le misure possono essere personalizzate e limitate a determinati creditori o categorie di creditori, per evitare inutili pregiudizi a quelli che sono disposti a collaborare​ (Diritto giustizia e costituzione)​​ (Diritto della Crisi)​.

Ampliamenti giurisprudenziali

Recentemente, la giurisprudenza ha ampliato l’applicazione delle misure di protezione, estendendole anche oltre il limite massimo previsto dalla legge, quando necessario per il buon esito delle trattative. Ad esempio, il Tribunale di Udine ha esteso la protezione oltre i 240 giorni, riconoscendo la necessità di un periodo più lungo per concludere le trattative in un caso complesso di risanamento​​.

Il Tribunale di Torino, in un altro caso, ha inibito l’escussione delle garanzie e la revoca delle licenze di un’impresa, considerando che tali azioni avrebbero compromesso il piano di risanamento basato sull’intervento di un investitore terzo​​. Questi esempi mostrano come i tribunali stiano utilizzando misure cautelari inibitorie per proteggere il patrimonio aziendale e garantire la continuità delle trattative.

Per comprendere meglio l’applicazione pratica delle misure di protezione, consideriamo un esempio ipotetico: un’azienda manifatturiera in difficoltà finanziarie che decide di avviare una procedura di composizione negoziata. Dopo la nomina dell’esperto, l’azienda pubblica l’istanza nel Registro delle Imprese, attivando automaticamente le misure di protezione. Durante i 180 giorni di efficacia iniziale delle misure, l’azienda può continuare la sua attività produttiva senza il rischio di azioni esecutive da parte dei creditori. Questo periodo di tregua consente all’azienda di negoziare con i creditori e trovare un accordo per la ristrutturazione del debito, con il supporto dell’esperto nominato dal tribunale​ (Notai.it)​​ (Diritto Fallimentare Società)​.

Conclusione

Le misure di protezione nell’ambito dell’istituto della composizione negoziata rappresentano un importante strumento per le imprese in crisi, offrendo un ambiente sicuro in cui negoziare con i creditori e pianificare il risanamento aziendale. Queste misure, se utilizzate correttamente, possono prevenire il fallimento e favorire una ripresa sostenibile dell’attività imprenditoriale. È fondamentale che gli imprenditori comprendano l’importanza di queste misure e le utilizzino come parte integrante della strategia di gestione della crisi, in collaborazione con esperti e consulenti qualificati​ (Diritto giustizia e costituzione)​​ (Diritto della Crisi)​​ (Diritto Fallimentare Società)​​​​​.

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